FARFALLA PRIGIONIERA
La leggerezza del volo di una farfalla, fragile ma indomita, nella sua ricerca dei fiori più belli dove succhiare il nettare della vita, fa pensare al nostro desiderio di libertà mai sopito. Di una libertà che ci permetta, nonostante la fragilità umana, di uscire dalla prigionia delle abitudini per scoprire spazi ampi e sempre diversi, dove allargare lo sguardo su nuovi orizzonti e nuovi punti di vista.
Ma spiccare il volo non è facile. Ciò che è consolidato ci dà sicurezza, mentre ciò che è nuovo e insolito ci può spaventare. Preferiamo aggrapparci a tutto quello che ci è familiare e che fa parte delle consuetudini, specialmente quando non troviamo risposte alle nostre curiosità, alle nostre perplessità, al nostro desiderio di conoscenza e rischiamo di muoverci nel buio come falene smarrite.
Ma per liberare la farfalla prigioniera dal buio dei pregiudizi, dagli stereotipi e dalle paure serve coraggio e serve immaginazione. Occorre aprire le ali con slancio e leggerezza per guardare il mondo dall’alto con il dovuto distacco. Imparare a osservare la realtà da nuovi punti di vista ci aiuta anche a conoscere meglio noi stessi e a scoprire aspetti della nostra personalità di cui non avevamo consapevolezza.